Il mare, le onde, la luna…

“Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni” A. Baricco

C’era una volta il mare

Che se ci penso a me il mare non è mai piaciuto…tutti si divertivano, io no…quando si è fatti “ alla rovescia” c’è poco da fare…in spiaggia pensavo alla montagna, cercavo l’ombra, no no niente sole. E, poi, la sabbia che te la ritrovavi ovunque…meglio un paio di scarponi, un sentiero ripido, un rifugio da raggiungere…
Il mare mi ha sempre inquietato…

Perché il mare ti frega, conserva tutto, lo riporta a riva anche dopo anni e te lo restituisce…sei lì che cammini e inciampi su cose passate.

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E non mi piace mica quando fa così…vuoi mettere con la montagna, l’aria leggera che si respira lassù e che rende tutto più lieve…
Viene voglia di prenderlo a pugni e calci ma mica ci si riesce. Tanto vale tuffarsi…e ti rifila la seconda fregatura: stai così bene che non vorresti più uscire! Perché “il mare ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole” (A. Baricco)…ma si può essere così “bastardi”? Un momento ti fa arrabbiare che te ne andresti all’istante, un attimo dopo vorresti rimanere lì per sempre.

È inesorabile il mare, ti porta la tristezza e la malinconia, poi se le riprende e ti regala la gioia.
E allora va così, arrivi su una spiaggia del Mar Ionio con la incrollabile certezza che il mare non ti piace e questo te la distrugge…in sette giorni ti smonta tutto….. provi anche a fare la voce grossa e, mentre tutti ballano in spiaggia, a litigarci, ma subito arriva lo sberleffo: un’onda più potente delle altre e i calzoni sono inzuppati sino a metà gamba…ti ride in faccia e sussurra: ”va mò in montagna adesso!”…hai vinto, e allora stupiscimi…

Frammenti di mare

Una vela  taglia le onde, nessun timore del mare, si fa mare essa stessa…scivola tra le ultime luci del giorno…che tramonto! Le parole non valgono nulla, lo senti e basta.
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Mattino presto, la luna tramonta e infiamma l’acqua…alle spalle l’alba incendia il cielo…

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Il tramonto della luna in mare

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l’alba

Un pescatore, posiziona la canna e, immobile, fissa il mare…si parlano, lui con gli sguardi, il mare con le onde…è un’antica amicizia, un dialogo fatto di gesti e silenzi.

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il pescatore

E, poi, una luna accesa in un cielo sgombro di nubi, accompagnata dal fragore delle onde sospinte da un vento di burrasca…e sarà quel fragore a svegliarmi la notte successiva perché “non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte” (A. Baricco)
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Mi sembra di essere qui da sempre, eppure sono passati solo sette giorni…già, perché il mare è un poco eterno e questa eternità te la trasmette…solo per questo staresti qui ad osservarlo tutto il giorno e per i giorni a venire.

Osservo le fotografie scattate, mi rendo conto di come non siano i volti, le persone a prevalere ma l’elemento naturale…il mare è ovunque…in montagna è diverso, forse perché l’aria sottile rende tutto più semplice, anche ridere.
Accidenti al mare…ti riempie di pensieri, poi te li ruba e ti porta a riva la spensieratezza…te ne stai lì, con la macchina fotografica in mano e non sai che fare…
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Sai cosa c’è? Ancora una volta ha ragione il mare, perché una fotografia non è nulla…i volti e le espressioni fissati nei ricordi sono più belli e più veri di una semplice immagine.
E allora mi piace pensare che dentro ad un’onda ritroverò i volti, le espressioni, le parole e le risate di chi ha condiviso con me il mare.
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Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare…ma soprattutto: il mare chiama…Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole…Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti…Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà” A. Baricco

 

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