Racconti su due piedi e su due ruote: il trekking “ignorante” al Ponale e il sole del “Passo”

Trekking “ignorante” al Ponale

È domenica 1° ottobre, giornata grigia, nebbia a mezz’aria e pioggia in arrivo.
Un caffè, un libro, buona musica di sottofondo e, nel pomeriggio, un film…potrebbe andare, più o meno, così una grigia domenica d’autunno
Ma non fa per noi, quantomeno oggi.
Le gambe e la testa dicono altro.

Via, si parte alla volta di Riva del Garda. Non prima di una sostanziosa colazione alla “Premiata Forneria Manuele”…il nostro fornaio – ciclista preferito, e la giornata parte bene…
Poco più di due ore di viaggio e siamo dinanzi al lago.
Ha anche smesso di piovere…il “miracolo” di portare il sole non ci è riuscito ma, almeno, cammineremo senza essere investite da battelli d’acqua!

Ponale

Lago di Garda

Zaino in spalla e scarponi ai piedi, e ci dirigiamo verso la Strada del Ponale. Non è difficile trovarla, partendo dalla centrale elettrica si percorrono circa 300/400 mt sulla gardesana sino ad incontrare, sulla sinistra, l’indicazione “Ponale”.
Che spettacolo! Si snoda lungo il perimetro degli speroni di roccia, in un susseguirsi di gallerie dove, alla uscita di ognuna delle quali, appare un pezzo di lago…peccato la nebbia, ma no, ci sta bene anche lei…quasi un velo, a far lavorare l’immaginazione…che mica sempre tutto deve risultare chiaro e definito…in fondo è bello far viaggiare l’immaginazione e creare ciò che ci piacerebbe vedere…che, poi, in questo gioco lo vediamo davvero.

Ponale

Strada del Ponale

Ponale

Strada del Ponale

Ponale

Strada del Ponale

La Ponale vera e propria misura circa 6 km, il primo tratto è sterrato ma si sale comodamente. La strada è popolata da camminatori e bikers, tanti tedeschi… d’altronde, da ché Goethe si fermò a Torbole,  è diventato un po’ il loro “mare”.
Ogni passo è un invito a guardare sotto…poco vento, giornata magra per le vele.

Ponale


Rumore di scarponi che pestano sassi, di catene e ruote…il bel suono del silenzio…
Arriviamo nei pressi di una cascata, ma guarda che bel bar con terrazzo vista lago…al ritorno si può fare una sosta…dai ci stiamo svegliando…inizia il trekking “ignorante”!
Cioè?!? Lascia andare, non ti preoccupare di quanto tempo impiegherai, ridi, divertiti, dì tutte le “stupidaggini ” che ti passano per la testa…e non dobbiamo mica faticare…vengono piuttosto naturali queste cose!

Uno sguardo verso il lago e uno verso le montagne, è tutto velato da una nebbia sottile…nani? Elfi? Gandalf? Bilbo Baggings? Siamo a Gran Burrone…certo che di libri e film ne passano nella tua testa…appunto, a proposito di “ignoranza”!

Ponale

Ponale

Intanto sopraggiungono due camminatori, parlano a voce alta, troppo alta…disturbano il silenzio e di certo le creature del bosco non si palesano con questo chiasso. Conviene rallentare il passo e lasciarli andare oltre…e poi confondono pure quel mezzo neurone che tenta di mettersi in funzione…le loro voci si perdono nell’aria sino a scomparire…pace, finalmente! Oltrepassiamo l’ultima galleria, la strada del Ponale vera e propria termina. Dopo qualche centinaio di metri sulla strada statale ci immettiamo lungo il sentiero che conduce al Lago di Ledro. Un breve tratto in leggera salita, poi, il sentiero si impenna. Superata agevolmente l’asperità entriamo nel bosco, pochi passi e si ricomincia a salire…”Però! Sgarbato questo sentiero…” il Garmin in modalità escursionismo  segnala una pendenza intorno al 10%. Tra uno sbuffo e l’altro, comunque, si sale. “Dai tra un po’ finisce” penso…e penso male questa volta. Alzo lo sguardo e non è più un sentiero ma un’erta che si inerpica sin sulle cime degli alberi. Il Garmin mostra numeri impietosi: 19% 22% 24% 26%! I piedi a fatica si staccano dal suolo…gocce di sudore bagnano la fronte, gli occhiali si appannano…ecco, non vedo più nulla! Forse è meglio…le forze stanno per esaurirsi, non so se ce la faccio oltre…spiana, meno male…

Ponale

sembra pari…ma non lo è…

Riprendiamo fiato, si prosegue in piano, qualche centinaio di metri e siamo sulle rive del Lago di Ledro: piccolo, raccolto tra le montagne e avvolto da una sottile coltre di nebbia. La meta è raggiunta, si può sostare. Una panchina, panino, dolcetto, acqua e vista lago: miglior ristorante non potevamo scegliere!

Ponale

Lago di Ledro

Un paio di scatti al lago, due selfie “ignoranti” e riprendiamo la via del ritorno. E il pensiero corre al bar nei pressi della cascata del Ponale…già da Ledro iniziamo a pregustare la birra.

Ponale

selfie “ignorante”

L’erta affrontata all’andata fa penare assai anche in discesa: le ginocchia quasi “bestemmiano”! Velocemente riguadagnamo la strada del Ponale e il bar presso la cascata. Tre birre medie e un brindisi a noi, a suggellare questa nuova bella “impresa” su due piedi. Evidentemente quel neurone in tre che è rimasto funziona bene, non sbagliamo un trekking nemmeno se ci impegniamo!

Ponale

A questi link le informazioni dettagliate sulla Strada del Ponale http://www.ponale.eu/ e a questo link il nostro trekking

Il sole del “Passo”

Che poi questo blog si chiama “Cinziainbici” mica per nulla…sabato 6 ottobre, bici in strada, macchina fotografica in tasca e si comincia a pedalare.
E’ una giornata pennellata di mille colori e illuminata da una sole caloroso. Dai, via che si va al “Passo”! Ancora?!?
Sì, perchè a volte il sole devi andare a cercarlo davvero in alto perchè scaldi!
E quando l’hai trovato puoi scendere dalla bici, sederti per terra,  guardare e sentire…perché “Sentire è il verbo delle emozioni,
ci si sdraia sulla schiena del mondo
e si sente…” Alda Merini

Ponale

Il Cimone dal Passo delle Radici

Ponale

Le Apuane

Ponale

appennino

Written, edited and posted by Cinzia Vecchi “Cinziainbici”

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