Un anno in bici: mollaremai, fatica e bellezza

Un anno in bici: mollaremai, fatica e bellezza

Finalmente un poco di calma e ritrovo il tempo e lo stimolo per scrivere…è da un po’ che non scrivo nulla ma nella testa scorrono parole e immagini dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle.
Apro Strava, il conteggio dei km pedalati al 31/12/2017 è fermo a 12.005. Nel 2016 avevo pedalato ben 14.990 km…eh già, ma nel 2016 la 1001 Miglia d’Italia aveva rappresentato lo stimolo a partecipare a un maggior numero di randonnè e a programmare molte più uscite di lunga distanza in bici. Poco male, anche se mancano all’appello circa 3000 km rispetto al 2016. Si perché l’anno che, da qualche giorno, si è chiuso mi ha donato egualmente delle grandi emozioni in bici, diverse ma tutte da conservare e portare nel cuore. Qualcuno potrebbe obbiettare poiché, in due occasioni, proprio quelle a cui tenevo di più, ho dovuto abbandonare, e forse per questo sono quelle che occuperanno sempre un posto privilegiato nelle mie avventure ciclistiche. Per tutto ciò che mi hanno insegnato.
Mentre pensavo a questo post ho avuto subito chiaro quali fossero i tre momenti che hanno segnato il mio 2017 in bici:

  1. Nove Colli by night –

    mollaremai

    mollaremai

    La foto credo dica tutto: il volto rigato dalla pioggia, la determinazione a proseguire nonostante il maltempo che si accanirà per l’intera notte sui randonneur e i runners. E, poi, il ritiro…mollaremai è il motto che portiamo sulle nostre divise, ma questa volta ho dovuto fare un passo indietro.
    Eppure son convinta di non averlo tradito quel motto…”Scivola pioggia sul volto, rigagnolo poi fiume in piena: travolgili e dissolvili i demoni…almeno per una notte”, questo scrivevo qualche giorno dopo la Nove Colli by night.
    Ed è stato così, i demoni della paura della pioggia, della notte, del ritiro e del fare brutta figura: dissolti, svaniti. E questo già dal primo colpo di pedale, bastava partire pur sapendo a ciò che si andava incontro…vincere la paura da subito e affrontare strada facendo ciò che si sarebbe presentato, vivere nel “qui e adesso”!

  2. Randolomitics – la stanchezza sul Passo Sella

    mollaremai

    la stanchezza sul Passo Sella

    e poi il ritiro a La Villa causa pioggia…

    mollaremai

    il ritiro a La Villa

    mollaremai, anche qui, è stata la determinazione nel partire, nel provarci nonostante tutto senza che i dubbi della vigilia avessero il sopravvento.

  3. Susa – Susa – la fatica e l’immensa bellezza del Galibier…

    mollaremai

    verso il Col du Galibier: la bellezza

    mollaremai

    in vetta al Col du Galibier

    già la bellezza, quel sentimento che ha messo a tacere la stanchezza e mi ha fatto proseguire!

    Cosa ho imparato

    Nei giorni scorsi, leggendo questo post dell’amica Adriana Cose imparate pedalando Blog “La ciclista ignorante” (fate un giro sul suo blog, le sue pagine Facebook, oppure sui profili Twitter e Instagram…ne vale la pena) ho iniziato a riflettere, anche alla luce dei tre episodi sopra descritti, su quanto imparato pedalando. L’elenco potrebbe essere infinito, in realtà sono convinta che tutto possa essere riportato ad un unico grande insegnamento: pedalando impari a conoscere te stesso!
    E le esperienze vissute quest’anno, se ancora ce ne fosse stato bisogno, me lo hanno confermato. Impari a conoscere te stesso, il tuo carattere, e a migliorarlo. La bici non fa sconti, devi scendere a patti, pena smettere di pedalare. Ho imparato la costanza e la perseveranza, insomma a non mollare. E, laddove, capitasse di non farcela a non viverla come una sconfitta, bensì come una prova per misurare i propri limiti e ritentare. Ho imparato che si può anche abbandonare, ritirarsi quando le condizioni fisiche o atmosferiche non permettono di andare oltre. Ho imparato ad essere indulgente con me stessa, e anche a perdonarmi e a far pace.

    È una scuola che ti forgia e aiuta a conoscersi. Ho imparato che vinci non solo se arrivi primo ma semplicemente se arrivi, perché ti sei misurato e hai raggiunto un obbiettivo mai raggiunto prima. E vinci anche se ti ritiri perché, comunque, hai tentato e ti sei messa in gioco…non è semplice decidere di partire per affrontare 400 km e 18 passi dolomitici: la fatica, la stanchezza, la variabile meteo…già, a pensarci bene sarebbe più semplice rimanere a casa ma se non provi, e a volte osi, non saprai mai se quella prova era alla tua portata o non scoprirai mai dove sta il tuo limite, il confine sin dove ti puoi spingere. Tutto questo l’ho imparato pedalando e ho scoperto che lo si può trasporre anche nella vita di tutti i giorni.

    E il 2018? Nella testa frulla qualche progetto, sto lavorando per dargli gambe e cuore…magari un 1000 km…chissà…non anticipo nulla, mano a mano che le cose si concretizzeranno ve le racconterò e, se avrete la pazienza e la bontà di seguirmi, le scoprirete.  

    Written, edited and posted by Cinzia Vecchi “Cinziainbici”

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