1001 Miglia: il privilegio del viaggio

1001 Miglia il privilegio di viaggiare in bicicletta; il privilegio di arrivare ed entrare nelle città come viandanti in sella ad un cavallo

E’ mercoledì sera, 10 agosto, la televisione è accesa a basso volume, scorrono le immagini delle semifinali di fioretto femminile ed io sto consultando il road book della 1001 miglia. L’occhio cade sul prospetto dei punti di controllo, sugli orari di passaggio e sui kilometri progressivi. I numeri non sono mai stati il mio forte ma, egualmente, mi cimento in un improbabile calcolo di medie orarie e tempi di percorrenza. Tentativo vano, mi perdo quasi subito.
Nel frattempo la schermitrice italiana, Elisa Di Francisca, si è qualificata per la finale.

Dai numeri lo sguardo si sposta sulle località di tappa, sulle strade e sui paesi attraversati e, allora, la prospettiva cambia completamente. No, non si tratta più, o meglio non si tratta solo, di medie orarie, si tratta di un viaggio.

il privilegio del viaggio

in viaggio

Un viaggio privilegiato

E sarà un viaggio “privilegiato”. E mi permetto di rubare l’espressione al giornalista modenese Stefano Aurighi (“La giusta distanza tra due punti”) il quale ha scritto di come, chi si mette in cammino, sia un privilegiato perché vede le città ed i paesi come i viandanti di un tempo entrandovi a piedi.
Noi, in sella ad una bici, mi permetto un ardito paragone, le vediamo, le città, come coloro che vi arrivavano e vi entravano in sella ad un  cavallo. Viaggiamo sì più veloci di un camminatore ma, egualmente, diventiamo parte di ciò che attraversiamo. Raccogliamo quanto la strada ci offre: paesaggi, architetture, persone.

Siamo dei privilegiati perché è un attimo scendere dalla bici per scattare una fotografia, o sostare ad una fontana per ristorarsi, o ancora scambiare due parole con le persone che incontriamo sulla nostra strada.

il privilegio di viaggiare in bici

La fontana di Piandelagotti

Ricordi

Sarà un viaggio “privilegiato” perché attraverseremo una parte d’Italia, visitata in gioventù , a cui mi legano dei profondi e bellissimi ricordi.

Estate 1994, un caldo infernale ed una Todi deserta. Solo tre giovani donne, io e le due Barbara, in giro con il sorriso stampato sul volto e una macchina fotografica con pellicola in bianco e nero (le macchine digitali non sapevamo nemmeno cosa fossero!)… e, accidenti, se riesco a ritrovale quelle foto! Le troverò a Todi dove, son sicura, ci saranno quei tre volti sorridenti ad accoglierci quando arriveremo. Gennaio 1996, la Val d’Orcia, le Crete Senesi e Siena: una settimana indimenticabile di cultura ed enogastronomia con Cippo, mio marito. Lo stupore alla vista della piazza di Pienza e la “merenda” a base di pecorino e rosso di Montalcino: in quel momento eravamo le persone più felici del mondo. Ho come l’impressione che, transitando per Pienza, quelle due persone felici saranno lì, a lato strada, a salutarci.

Viaggi dell’anima

Questa 1001 Miglia sta diventando qualcosa di più di una randonnee. Non so se sia il “privilegio” dei cinquant’anni a giocare questi scherzi, ma questo sta diventando anche un viaggio di e nei ricordi, di raccolta di pezzi di vita, di ricomposizione e unione. Sta diventando un viaggio nell’anima e dell’anima.
E un viaggio così lo si può fare solo in bicicletta o a piedi, perché solo diventando parte di ciò che attraversiamo ci consente di ritrovare e raccogliere quanto da noi seminato. Solo così possiamo vedere davvero le piante e i fiori, e a volte anche le erbacce, in cui si sono trasformati i semi che abbiamo lasciato lungo la strada.

Partecipare alla 1001 Miglia, allora, è davvero un “privilegio” perché, come scrivevo in un altro post (“Le cicliste”), mi e ci darà la possibilità di alzarci e misurare la nostra statura e non solo sportivamente ma anche, e soprattutto, umanamente. E ciò indipendentemente dal fatto di riuscire a portarla a termine… come dire, è pur sempre la randonnee più dura d’Europa!

1001 miglia: il viaggio

1001 miglia: percorso

written, edited and poste by Cinzia Vecchi Cinziainbici

Print Friendly, PDF & Email

10 Replies to “1001 Miglia: il privilegio del viaggio”

  1. La Vostra “Statura” già è alta , e non parliamo di centimetri … al Vostro ritorno (comunque vada sarà un successo) sarete semplicemente “più Grandi” !!!
    Un forte ed affettuoso “in Bocca al Lupo” dal Vostro collega Giancarlo Vagnini alè alè

  2. Bellissma premesda. Io l’affronto x la terza volta e, credimi, l’entusiasmo di attraversare quei paesini che tanti anni anni fa avevo visto di sfuggita girando in automobile, é lo stesso, se non di piú del 2010. Certamente noi li tocchiamo con mano, insieme alla strade e, sicuramente, come dici tu, é un privilegio.

  3. Cara Cinzia,
    ciò che tu hai descritto così bene è proprio il bello delle randonnée.
    E allora perché non approfittare di una rando che ci permette di girare mezza Italia?
    In un percorso così lungo, ciascuno di noi avrà la possibilità di rivivere o di vivere momenti e/o luoghi, che poi gli si imprimeranno nella memoria ancor meglio che in quella degli smartphone che utilizzeremo per fotografare.
    Siete brave, forti ed unite; sono certo che andrete benissimo e vi auguro di divertirvi tanto! Arrivederci a Nerviano!

  4. Tanta tanta tanta benevolissima invidia. Magari alla prossima edizione… Buona strada, buoni incontri, buone emozioni!!!