La nebbia, la bici e l’Ariosto

La nebbia, la bici e l’Ariosto. Una giornata di nebbia luminosissima, come solo la pianura padana sa regalare, e tutto diventa possibile.

nebbia

Nebbia

Giuseppe Pederiali, ne “L’osteria della fola”, scriveva che la nebbia, a volte, è talmente fitta che vi si può appoggiare la bicicletta e che i pensieri non riescono ad allontanarsi più di una spanna. Quando “la fumana” si presenta così, è allora che escono dalla stessa creature che hanno timore a mostrarsi alla luce del sole:  magalassi,  sirene di paulde, galpedari ecc. (MagalassoGalpedarLa fola dal magalas – Modena City Ramblers).
L’immaginazione corre veloce quando le nebbie avvolgono i nostri paesi, e mille sono le storie che sovvengono guardandola avanzare attraverso la campagna, abbracciare le case e celare le persone mutandole in spettri.

Ciclisti nella nebbia

Pedalare nella nebbia è davvero un esercizio di fervida immaginazione, scompare la familiarità dei luoghi, quasi ci si trovasse in un non luogo, in un altrove indefinito.
Sembra di stare sospesi nel tempo, fluttuando in sella ad un destriero a ruote. Ad ogni pedalata ci si attende una sorpresa, quasi che dalla “fumana” dovessero uscire creature fantastiche, mitologiche, oppure mostri nostrani di cui si narra l’esistenza da tempi immemori ma che nessuno ha mai visto! E allora si può immaginare Apollo che guida le schiere troiane in battaglia contro gli achei, o la lotta perenne di Achille ed Ettore, o ancora androidi e mutanti da mondi lontani, o “le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e  i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser” (Philip Dick), e ancora Ulisse uscire dall’Ade e San Giorgio abbattere il drago!

Ma altre creature “mitologiche” è più facile incontrare, ovvero qualche incauta ed incauto  bikers che sbuca dalla nebbia conducendo a mano il suo “destriero”. No non hanno abbattuto il drago, né sono reduci da un incontro ravvicinato con un androide, semplicemente si sono piantati nel fango e nella argilla!

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Ciclista nella nebbia

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Ciclista nella nebbia

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Ciclista nella nebbia

D’altronde quando si combatte una battaglia non sempre è dato scegliersi “il nemico”. Talvolta l’insidia si traveste da illusione facendo credere non si sa quali meraviglie; ma si disvela dietro la prima curva, e con un grassa risata ti sommerge di malta e argilla! Ma tant’è, superata la perplessità se non l’arrabbiatura iniziale, condotto a mano il destriero (se non in spalla…) fuori dal pantano, è subito chiaro come non avremmo voluto essere da nessuna altra parte se non qui! Perché un piccolo frammento di felicità lo si può trovare anche in mezzo al pantano, e ad una fitta nebbia che ti ha regalato un paio di ore fuori dalla realtà e catapultato in un mondo fantastico.

L’Ariosto e l’Orlando Furioso

Ripulite le bici e le persone dal pantano, indossati abiti consoni ad un civile consesso vi è chi si è immerso nuovamente nelle nebbie della bassa.
Ferrara mi aspettava; i 500 anni dell’Orlando Furioso trovano casa al Palazzo dei Diamanti. E ancora una volta dalle nebbie fuoriescono immagini di guerrieri, spade magiche, battaglie campali, figure mitologiche e santi in perenne lotta con draghi.

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La spada di Francesco I

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la battaglia di Pavia

Chissà se l’intricato sistema di storie e personaggi dell’Ariosto trovi origine, anche solo un poco, nelle nebbie della bassa che tutto celano ma tutto lasciano immaginare? Mi piace pensare ad un Ariosto che, mentre guarda l’impenetrabile “fumana”, crea i suoi Ruggiero, Bradamante, Sacripante, Re Gradasso, Angelica, Astolfo e Orlando.
Forse solo in una terra benedetta dalla magia della nebbia poteva scaturire il genio di Ariosto ed un poema come l’Orlando Furioso.
D’altro canto siamo una terra “originale” dove vivono i “lunatici” (“Il Poema dei lunatici” di Ermanno Cavazzoni), e dove un paese, Riolunato, trae il nome dallo specchiarsi della luna in un fiume. E proprio sulla luna Astolfo si recherà per ritrovare il senno perduto di Orlando.
Insomma tra nebbie, luna, lunatici, magalassi, galpedar e ciclisti infangati (a buon diritto anche’essi tra le creature fantastiche) qui si può immaginare di tutto!

written, edited and posted by Cinzia Vecchi Cinziainbici

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