Fotografie in bici

Quando mi appresto ad una uscita in bici, mi assicuro sempre di avere con me la mia fotocamera compatta, nella tasca della maglia o all’interno di uno dei vari borsini che applico alla bicicletta.
L’abitudine di scattare fotografie risale a qualche anno fa; mi pare fosse il 2009 quando mio marito mi regalò un Blackberry, credo uno dei primi smartphone.
Fu così che iniziai a tenere memoria visiva dei miei giri in bici.
Ben presto, però, mi resi conto che risultava difficoltoso scattare foto con lo smarphone; ogni volta ero a rischio caduta e, così, mi limitavo a qualche scatto durante le soste.
La cosa non mi piaceva, mi pareva di tralasciare tutto il bello che incontravo durante la pedalata. Eppure la soluzione ce l’avevo sotto il naso, anzi, all’interno dello zainetto – borsa che usavo tutti i giorni: una fotocamera compatta! Un oggetto leggero, perfetto da infilare nelle tasche posteriori della maglia, sempre a portata di mano e di facile utilizzo anche in movimento.

“Ma perché ti porti la macchina fotografica?”

“Ma perché ti porti la macchina fotografica?” Quante volte mi son sentita rivolgere questa domanda, decine, forse centinaia…la porto perché una pedalata non è solo una grigia striscia di asfalto che scivola sotto le ruote. E’ sempre un viaggio, pochi o tanti siano i km che hai percorso.
Marguerite Yourcenar scriveva che “Ogni viaggio è una contemplazione in movimento”… e quanto si addice questa definizione al pedalare!

Ecco, allora, che le fotografie divengono memoria di quella “contemplazione in movimento”; fissano luoghi e volti, e divengono pure scoperta. Sì, perché spesso accade di scorgere, nelle fotografie, cose, oggetti, espressioni, sfuggiti allo sguardo.

Il senso del pedalare non sta solo nei km, nel dislivello o nelle medie orarie, lo trovi soprattutto nei volti, nelle espressioni di chi pedala e nei luoghi che attraversi.

In questi anni ho accumulato un archivio composto da alcune migliaia di foto, una sorta di diario per immagini che attraversa un decennio. Riguardando le foto, anche a distanza di anni, scrutando i volti, riemerge subito il ricordo di come è stato quel giro: allegro, pensieroso, impegnativo ecc..
I volti sono rivelatori, soprattutto quando, come spesso accade, scatti le foto all’improvviso, senza avvertire. Ci leggi lo stato d’animo del momento. Raramente pubblico gli “scatti rubati”, prevale in me una sorta di pudore, di rispetto dinanzi ai sentimenti e alle emozioni che traspaiono da quei volti.

Le stagioni di mezzo – la Primavera

Le stagioni di mezzo, la primavera in particolare, sono quelle che danno più soddisfazioni sotto il profilo fotografico. Prevalgono i contrasti: i colori sgargianti dei fiori sopra un tappeto color bruciato di foglie cadute, la neve sulle cime dell’appennino e le venature color terra che risaltano sui fianchi delle montagne, l’improvviso addensarsi di nubi scure e minacciose in un cielo sereno.

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Sono stagioni turbolente, tempestose che regalano immagini uniche. Una, in particolare, ce l’ho impressa negli occhi: cielo terso, sole splendente, all’orizzonte le montagne e una torma di nuvoloni neri che scavallano l’appennino, come scalatori risalgono il versante toscano per scendere in quello emiliano! (purtroppo la qualità della immagine non è delle migliori; l’ho resa in bianco e nero per evidenziare le nuvole).

Fotografie

E con la primavera si iniziano a macinare più km, e i primi giri sono davvero faticosi. Ci si improvvisa sugli strappi cattivi delle nostre colline che non sono mai agevoli ma, spesso, “sgarbate”. Eppure le espressioni sono sempre sorridenti, quasi serene. Forse la fine della “reclusione invernale”, il potere stare all’aperto un numero maggiore di ore, il sole, i colori, insomma il trionfo del buon umore.

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A volte mi pare di essere spettatrice di me stessa: osservo il tempo, l’alternarsi di sole e nubi, del primo caldo e le improvvise folate di aria fredda…che girandola di stati d’animo! Pare di guardarsi in uno specchio e ritrovare sé stessi!

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Se, poi, riesci a catturare il momento in una immagine avrai fissato per sempre una emozione, un pensiero, un sentimento.

Ecco perché porto sempre con me la macchina fotografica.

Written, edited and posted by Cinzia Vecchi “Cinziainbici”

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2 Replies to “Fotografie in bici”

  1. Immagini e parole: che connubio. Solo le immagini sono come un film muto. Assieme alle parole o arricchito una visione. Con le belle parole gli diamo luce e splendore. E se c’è la passione abbiamo creato una poesia: verità e bellezza di un attimo d’nquietutidene. Ma il sudore e la fatica della bicicletta ci riporta con i piedi per terra. Troppo tardi, che una nuvola ci ha già coperto con la sua polvere magica trasportandoci nel sogno del nostro desiderio.

  2. Ti rileggo con piacere!
    Un condensato di emozioni, fiori, colori, cielo e volti sorridenti. Ecco è tornata la primavera. Buone pedalate e belle emozioni.
    Il titolo di un vecchio libro calza a pennello.. Va’ dove ti porta il cuore ……. Parigi!..

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