Racconti su due piedi: il Gigante

“Abbi fiducia delle tue deviazioni, dei sentieri più lunghi…” Gianluca De Candia – Teologo e Filosofo

Il Gigante

C’è una montagna del “mio” appennino alla quale sono particolarmente legata, che ha sempre esercitato su di me una vera e propria attrazione: il monte Cusna, che più che una vetta assomiglia ad una vera e propria catena montusa. Da tempo immemore viene denominata, anche, “Gigante” perché, se ben la si osserva, pare proprio un gigante sdraiato.

Gigante

“Un’ antica leggenda narra che: quando ancora vivevano i giganti, uno di essi era solito in primavera partirsi dalle piane della Toscana e salire, seguito dal gregge scampanellante, sull’ampio altipiano erboso che era a confine con l’Emilia. Lì egli trovava ogni anno tanti uomini, pastori come lui, felicissimi di avere per compagno un essere così forte e buono. Egli aiutava con piacere quei piccoli amici. Un anno, quando fu tempo di salire al pascolo, il gigante sentì un affanno insolito al petto, le gambe pesanti che a fatica si muovevano, e capì che era giunta la fine della lunga e pacifica vita. Salì fino all’altipiano, e là si stese col respiro rotto e gli occhi spenti. I piccoli amici gli furono subito attorno. Il gigante disse che come ultimo regalo avrebbe lasciato il suo gran corpo a difesa della Val D’Asta, così che anche le sue care pecore vi potessero meglio pascolare, riparate dalle frequenti tempeste. Tutti si commossero di quella infinita bontà, e il Gigante trapassò versando lacrime di rimpianto, che scorsero dalle gote, poi, sul terreno, e ancora formarono l’acqua del torrente Secchiello, che appunto nasce dal suo occhio. L’uomo morto è sempre lassù a spezzare la furia dei venti”

Fonte:http://www.appenninoreggiano.it/schede.asp?lang=it&d=il-cusna-e-la-sua-leggenda (leggende M. Davolio F. Pezzarossa ‘92)

Da ché ho iniziato a pedalare, come ho scritto diverse volte (1001 Miglia, 1001 pensieri: seconda parte Il Cusna – La montagna che parla ai ciclisti dubbiosi ) , sono state proprio le strade dell’alta Valle del Dolo e la Val d’Asta quelle che ho maggiormente frequentato durante i miei giri estivi. Costantemente ho goduto della vista ma, soprattutto, della compagnia del “Gigante” nelle mie pedalate solitarie.
Lunghe e intense chiacchierate silenziose abbiamo intrattenuto nel corso di questi anni. L’ho, spesso, eletto a mio consigliere silenzioso, capace di dissolvere dubbi. Alla vigilia dei più importanti appuntamenti “randagi” non ho mai mancato di fargli visita.
Eppure mai avevo poggiato i piedi sui suoi fianchi né ne avevo mai raggiunto la vetta. 

E, allora, che si fa?!? Semplice, ci si prende una domenica di pausa dalla bici, si infilano gli scarponi ai piedi, zaino in spalla e si va!
Un rapido consulto con un’amica esperta escursionista, mi fornisce l’indicazione dei sentieri ed il punto di partenza.

Domenica 30 giugno

Domenica 30 giugno, poco dopo le h. 9,00 della mattina arriviamo al Rifugio Monte Orsaro (RE)

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Il sentiero da intraprendere è il n. 623 che individuiamo immediatamente. Ci mettiamo in cammino. Percorso poco meno di un km, vedo una deviazione per il sentiero n. 621 che reca, anche, una indicazione per il sentiero n. 623. Consulto la traccia gps, sì dobbiamo seguire il 621 per il Monte Cisa per, poi, ritornare sul 623. In realtà, si rivelerà un errore madornale!!

Il sentiero sale subito in maniera decisa, con pendenze piuttosto severe rese ancora più dure dalla mancanza di vegetazione a ripararci dal sole. Superato questo primo tratto proseguiamo attraverso un bosco dove, riparate dall’ombra degli alberi, troviamo un poco di refrigerio. Saliamo di quota, abbandoniamo il bosco ed inizia l’ascesa al Monte Cisa.

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L’appennino non delude, verde acceso ovunque, la cornice delle altre cime ed, in lontananza, il profilo del Cusna. Arriviamo in vetta, un paio di scatti fotografici e, poi, cerchiamo di capire dove prosegua il sentiero.

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Vedo un segnale su di una roccia: accidenti! Possibile?!? Qualcosa non torna…consulto la mappa cartacea: sentiero per escursionisti esperti e discesa pericolosa!! Muovo alcuni passi, è troppo ripido…Sonia e Monica hanno passo più sicuro e, seppure lentamente, procedono. Faccio un ultimo tentativo, no, non fa per me, mestamente desisto. Non resta che tornare sui nostri passi. Praticamente ci ritroviamo al punto di partenza.
Comincio a pensare che il “Gigante” non mi voglia e che, forse, sia il caso di desistere. Manca poco a mezzogiorno, il tempo stimato per raggiungere la vetta è di circa due ore e quaranta minuti; la giornata è bella, di tempo ce ne è in abbondanza…quasi quasi si potrebbe anche proseguire…mentre mi perdo in queste riflessioni, le mie Amiche hanno ben chiaro cosa fare: si sono già incamminate! Allora, non resta che provarci.

Gigante

Il caldo si fa sentire, il sentiero, eccetto un breve tratto in mezzo al bosco, è costantemente esposto al sole. Per fortuna abbiamo buone scorte di acqua. La vetta pare lontanissima. Si intravedono minuscoli camminatori salire verso di essa. Passo dopo passo, cerco di ingannare la fatica scattando qualche foto; l’imprevista ascesa al Monte Cisa si fa sentire, le gambe diventano sempre più pesanti. Frugo nello zaino, trovo due gel, li butto giù, speriamo mi diano un poco di energia. Procedo lentamente ma mi sento più rinfrancata.
Mano a mano si sale inizia a intravedersi la Croce di ferro posta sulla vetta.

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L’ultimo tratto di sentiero è abbastanza “cattivo”, tra l’altro il fondo è costituito da detriti di roccia…il pensiero corre al momento del ritorno: ci vorrà passo fermo e occorrerà prestare molta attenzione! Alzo lo sguardo e vedo Sonia e Monica già in vetta. Forza, manca davvero poco! Eccomi, ce l’ho fatta!

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Non è che non mi volevi “Gigante”, è che hai imparato a conoscermi e sai che tra due vie, l’una diretta e agevole e l’altra tortuosa e disconnessa, finisce sempre che imbocco la seconda pur rischiando di dovere tornare sui miei passi…Ma, forse, un poco tortuoso e tignoso lo sei anche tu…e mica poteva essere semplice il nostro incontro!!

So per certo che, se fossi stata sola, avrei desistito, l’imbroglio del sentiero n. 621 mi aveva alquanto sfiduciata e una voce mi diceva di rientrare verso casa. A volte, però, non bisogna ascoltare, ma volgere orecchio e sguardo altrove…la fiducia si ritrova anche così. E, poi, ora che ci penso, amico “Gigante”, mica mi hai fatta fatta venire sin quassù sola…lo sapevi che avrei avuto bisogno di una spinta e di un calcio nel fondoschiena!! 

Gigante

A questo link  la tortuosa via per la vetta del Gigante 

Written, edited and posted by Cinzia Vecchi “Cinziainbici”

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4 Replies to “Racconti su due piedi: il Gigante”

  1. Ammetti che era una favola dai….
    Comunque devi prendere atto che gli allenamenti da podista di Sonia danno già risultati almeno nelle camminate..

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